Tra i cervelli italiani emigrati all'estero, c'e' chi resta per decenni nella stessa istituzione che gli ha dato l'opportunita' di perseguire una solida carriera professionale. Ce ne sono altri che, dopo qualche anno, si “mettono in proprio”, co-fondando una start-up con cui inseguire progetti tecnologici avanzati. Uno di questi e' Stefano Valenzi, 42 anni, direttore della ricerca nella start-up Dynamic Brain Lab (dynamicbrainlab.com) con sede a Tokyo, che giovedi' lancera' un crowdfunding su Indiegogo per raccogliere i finanziamenti necessari a completare un progetto che – se otterra' le relative certificazioni medicali – sara' in grado di cambiare la vita ai diabetici. Il suo “Glucoscanner” e' uno strumento per la valutazione del glucosio senza alcun prelievo sanguigno, ossia senza il fastidio o il dolore di dover bucare la pelle (glucoscanner.com): un device che, inoltre, permettera' un non indifferente risparmio economico, in quanto l'automisurazione tramite glucometro oggi non e' soltanto scomoda ma anche costosa. Il device si basa su tecnologia ottica: “Dobbiamo ridurne le dimensioni fino a renderlo piu' piccolo di un telefonino. Abbiamo gia' parlato con le persone responsabili della miniaturizzazione: costera' circa 130-150mila dollari. Per questo ricorriamo al crowdfunding . Poi, certo, il device andrà testato su più pazienti possibili”.Leggi l’articolo: “Italiani all'estero: la start-up che vuole cambiare la vita dei diabetici