Che ci fa una ragazza italiana in una azienda della piuttosto remota provincia di Toyama, che si affaccia sul Mar del Giappone? Marta Rinaudo da Saluzzo e' alla sua prima occupazione: e' stata assunta in una azienda della zona, al centro di una sorta di rivoluzione dell'artigianato dei metalli in un processo generale di globalizzazione. La Nousaku ha deciso di puntare anche sui mercati esteri, con nuovi prodotti di picco arredodesign: ora vende in 15 Paesi, dall'America all'Europa, e si e' presentata anche a Milano al Fuorisalone. Il personale e' cresciuto a oltre 120 unita', tra cui, dallo scorso agosto, Marta, incaricata principalmente di promuovere e gestire i contatti con buyers e altri interlocutori stranieri. “Ho studiato giapponese all'Universita' di Torino e ho deciso di passare un anno all'estero, presso l'Universita' di Toyama, in quanto mi era stata offerta una borsa di studio – racconta Marta – Sono entrata quindi in contatto con alcune aziende. Qui non ci sono molti stranieri e le imprese si stanno internazionalizzando. Sono tornata in Italia per laurearmi e la Nousaku mi ha fatto una proposta di assunzione”. Dallo scorso agosto, quindi, Marta si e' trasferita a Takaoka per la sua prima esperienza lavorativa. Un consiglio ai giovani italiani che magari stanno finendo gli studi e non sanno bene che fare? “Direi di ‘buttarsi' - dice Marta - Se si ha una idea, provare a realizzarla anche cambiando aria. Tenendo presente che potrebbe essere l'unico momento in cui ci si puo' mettere alla prova seguendo una aspirazione, prima magari di essere frenati da radici piu' fisse come succede di solito dopo aver formato una famiglia. E in fondo si puo' cambiare o anche tornare indietro. Perche', allora, avere paura?”.
Italiane all'estero: la storia di Marta nella provincia giapponese - Leggi l’articolo