Bagdad (askanews) - In Iraq i curdi, schiacciati da formidabili interessi geopolitici multinazionali, ripiegano di fronte alla riconquista di Kirkuk da parte delle unità governative. Le forze militari di Bagdad hanno infatti raggiunto tutti i loro obiettivi nell'operazione di 48 ore che ha permesso loro di schierarsi senza colpo ferire, di fronte alla ritirata degli avversari, nelle zone ricche di petrolio dell'Iraq settentrionale e di cui avevano perso il controllo da tre anni, di fronte all'avanzata dell'Isis prima e delle rivendicazioni curde poi.

Il ripristino della sicurezza nei settori di Kirkuk è stato completato, ha reso noto in un comunicato il Comando congiunto della Difesa irachena. Dal canto suo, il presidente iracheno Fuad Masum, di etnia curda, ha attribuito al referendum di indipendenza del Kurdistan da Baghdad, tenuto a fine settembre, le cause che hanno provocato un intervento militare delle truppe irachene per riprendere il controllo della ricca provincia petrolifera di Kirkuk, contesa tra arabi e curdi.

"Il referendum sull'indipendenza della regione del Kurdistan dall'Iraq ha causato un grave disaccordo tra il governo centrale e il governo del Kurdistan", ha dichiarato Masum in un discorso trasmesso dalla tv di Stato.