Amritsar (askanews) - Militanti sikh marciano ad Amritsar, nello Stato del Punjab, in ricordo del 32esimo anniversario del tragico assalto al Tempio d'Oro, considerato dai sikh il luogo più sacro della loro religione, condotto nel 1984 dall'esercito indiano. L'attacco fu sferrato tra il 3 e il 6 giugno 1984 per arrestare un militante separatista che tentava di costituire uno stato sikh indipendente, il cosiddetto Khalistan. Con alcuni seguaci si era rifugiato nel Tempio d'Oro resistendo alla polizia. Il primo ministro Indira Gandhi ordinò alle forze armate d'intervenire.

Si consumò allora un'autentica battaglia. I sikh resistettero per ore all'esercito indiano che dovette fare intervenire l'artiglieria e i carri armati. Il Tempio d'oro fu gravemente danneggiato e il bilancio finale registrò un centinaio di morti tra le forze armate, 400 vittime civili, 1.500 arresti e centinaia di feriti da ambo le parti. I sikh non potevano perdonare e non lo fecero. Il 31 ottobre 1984 Indira Gandhi venne assassinata da due delle sue guardie del corpo sikh. L'attentato diede origine a violente sommosse su scala nazionale in cui si stima che siano stati uccisi fino a 10mila sikh.

(Immagini Afp)