Roma, (askanews) - Il loro sogno è portare la squadra femminile ai Giochi Olimpici di Rio. Sono Amani, Houyem e Omayma: giocano nella squadra di rugby femminile tunisina e si stanno allenando duramente per superare la fase di qualificazione. Succede nel piccolo paese nordafricano, dove non esiste solamente il calcio. E dove il rugby è "rosa".

E' questa la squadra di rugby a sette, una disciplina sportiva ammessa per la prima volta ai Giochi Olimpici. L'obiettivo è davvero ambizioso, ma questa squadra piuttosto originale ci crede.

"Abbiamo sofferto e abbiamo fatto molti sacrifici - dice Amani, una delle giocatrici della nazionale - anche con le nostre famiglie che non ci vedono spesso. Siamo spesso lontane dalle nostre famiglie, dai nostri affetti. Perchè non dovremmo qualificarci? Perchè no? Le squadre che si qualificano non sono migliori di noi. Abbiamo delle qualità. Abbiamo venti ragazze capaci".

La sezione femminile di rugby a 7 è stata creata nel 2002, mentre l'equipe nazionale è nata nel 2005. È stata campione d'Africa nel 2012 e ha partecipato alla Coppa del Mondo in Russia nel 2013.

Francis Crespo è il direttore generale della Federazione. "Non sempre è facile e non lo è stato all'inizio: trovare delle ragazze di livello, dove potevamo cercarle? Poi abbiamo provato, ho visto il nostro livello e che eravamo capaci di giocare alla Coppa del Mondo nel 2013. Allora mi sono detto che avevamo del potenziale vero".

La squadra tunisina di rugby femminile a sette è la sola squadra che gioca a questo livello in tutto il Maghreb. E per le giocatrici non è stato facile imporsi in uno sport prettamente maschile, in un paese tradizionalista e musulmano.