Oslo (askanews) - Imparare a maneggiare un fucile d'assalto oltre il Circolo polare artico potrebbe riservare delle sorprese. In Norvegia, da quest'anno il servizio militare è diventato obbligatorio anche per le donne, costrette a immergersi in un universo da sempre maschile, ad alto tasso di testosterone. Anche se le reclute del sesso cosiddetto debole non sembrano molto impressionate.

"Ho notato che alcuni ragazzi non sono abituati a stare insieme a delle ragazze, a cooperare con loro. Ma sono sicura che tutto si sistemerà", dichiara serena un'allieva 18enne.

L'esercito norvegese chiede meno di 10mila soldati di leva e così solo i più motivati vengono chiamati sotto le armi. Ma questa coscrizione militare senza separazioni, in nome di una parità sessuale assoluta e di lunga data, è una première assoluta in Europa, probabilmente impensabile in altri paesi.

Da 40 anni le norvegesi possono fare domanda su base volontaria per fare il servizio militare ma oggi rappresentano solo il 9% degli effettivi. E la novità sembra scombussolare più i maschi delle femmine.

"All'inizio c'è un certo imbarazzo" ammette un giovane 19enne. "Non sai bene come comportarti davanti alla ragazze. Ma passato il primo imbarazzo, le ragazze diventano rapidamente dei nostri".

L'integrazione non è certamente facile. Anche perché il dogma della parità a tutti i costi si spinge sino ai dormitori: le ragazze vengono spesso alloggiate nelle stesse camerate dei fratelli d'armi. Secondo uno studio del 2014, infatti, i dormitori unisex favorirebbero un fenomeno di de-generizzazione sessuale.

"L'introduzione del servizio militare misto obbligatorio non farà crescere il bullismo sessuale, anzi credo che produrrà un effetto inverso. La situazione si normalizzerà e certamente non vedo alcun problema nel mio reparto", taglia corto il colonnello Pal Berglund.

Da tempo celebrata campione della parità tra uomo e donna, la Norvegia spera adesso di fare la guerra anche agli ultimi pregiudizi.

(Immagini Afp)