Roma, (askanews) - All'indomani della sconfitta del suo partito alle elezioni regionali nella città Stato di Berlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è assunta le sue responsabilità per gli errori commessi nella politica di accoglienza dei migranti e ha promesso di fare il possibile affinché non si ripeta il caos dell'autunno 2015 in Germania.

Anche se le elezioni erano amministrative e i cittadini avevano a che fare con questioni locali, la cancelliera ha riconosciuto che la decisione di aprire le frontiere a centinaia di migliaia di migranti ha avuto un peso sul voto berlinese.

"Se potessi, tornerei indietro di molti anni, per poter, con tutto il governo e gli altri responsabili, prepararmi meglio alla situazione che ci ha trovato impreparati alla fine dell'estate 2015 - ha ammesso la cancelliera, sottolineando - Molto è già stato fatto, molto resta ancora da fare. Mi è chiaro che non va bene che i profughi siano alloggiati troppo a lungo e alle volte ancora nelle palestre, che le procedure d'asilo siano troppo lente, che non proponiamo abbastanza corsi di lingua, che non abbiamo abbastanza professori e che dobbiamo ancora affrontare la grande sfida dell'integrazione sul mercato del lavoro".

Poi aggiunge:

"Ho la certezza che usciremo da questa situazione complicata usciremo più forti di come siamo entrati. La Germania cambierà, come noi, noi cambieremo, perché non siamo fatti di pietra".

Nella Capitale tedesca la Cdu di Merkel, che già aveva subito un brutto colpo con il voto del 4 settembre in Meclemburgo Pomerania, dove era stata scavalcata dalla destra populista, ha ricevuto il 17,6% dei consensi, 5,7 % in meno rispetto al 2011. Primo è risultato il partito socialdemocratico che però passa dal 28,3% di 5 anni fa al 21,6% di domenica (un calo di 6,7 punti percentuali), decretando - secondo gli opinionisti - la fine del governo di Grosse Koalition, per ora almeno a Berlino.