Caracas (askanews) - Farina in cambio di shampoo, un chilo di pasta per delle uova: il Venezuela, dove manca tutto, ha riscoperto il baratto, il metodo di commercio più antico del mondo, adattandolo al 21esimo secolo e ai suoi strumenti: Facebook, Whatsapp e Instagram.

Il paese sudamericano è alle prese con una profonda crisi economica: la caduta dei prezzi di esportazione del petrolio ha trascinato il paese in una spirale di inflazione, svalutazione della moneta, crisi energetica. I prodotti scarseggiano, i supermercati sono vuoti tanto che il governo ha deciso di intervenire razionando i beni. Un incubo per i venezuelani, come Plalla Alvarez, che col baratto online hanno cercato un'alternativa alle file chilometriche fuori dai negozi e al mercato nero.

"Le persone che non hanno bisogno di comprare il giorno in cui tocca a loro andare al supermercato, deciso a seconda del numero di tessera di razionamento o per quartiere... Comprano comunque qualcosa e poi lo scambiano con quello di cui hanno bisogno"

I gruppi sono divisi per prodotti o per posizione geografica, con rigide regole per evitare speculazioni. L'obiettivo non è guadagnare, ma sopravvivere.

"Quando ho guardato Facebook questo weekend ho visto che qualcuno cercava di scambiare un mixer con il cibo per il giorno stesso. E' qualcosa che mi ha segnato, siamo arrivati al punto di scambiare un elettrodomestico, i pochi che abbiamo, con il cibo che non abbiamo"

Non sempre si scambiano oggetti: di mano in mano passano ricette per fare in casa salse, sapone o torte senza farina, uova o burro nel faticoso tentativo di compensare la necessità con la creatività.