Stoccolma (askanews) - Il premio Nobel 2016 per la Medicina, accompagnato da un assegno di oltre 800mila euro, è stato assegnato al giapponese Yoshinori Ohsumi per le sue ricerche sull'autofagia un processo che permette alle cellule di autoeliminarsi distruggendo eventuali agenti patogeni dannosi.

"Il premio Nobel è sempre stato nei sogni sin dall'infanzia - ha detto lo scienziato - eppure non è mai stato al centro dei miei pensieri mentre svolgevo le mie ricerche".

Nato a Fukuoka, Yoshinori Ohsumi, 71 anni, nel 1964 ha vinto un dottorato all'università di Tokyo. Dopo due anni all'università Rockefeller di New York, è tornato a Tokyo per creare il suo laboratorio. Dal 2009 è professore presso l'Istituto di Tecnologia della capitale giapponese.

"Ho sempre preferito studiare campi inesplorati da altri che mettermi in concorrenza con altri scienziati su argomenti già conosciuti - ha ammesso il Nobel - è questa per me la vera essenza della scienza".

L'autofagia, osservata per la prima volta negli anni '60, può risultare vantaggiosa per l'organismo e viene maggiormente attivata nelle condizioni di stress. "Le mutazioni dei geni dell'autofagia possono provocare varie malattie - ha spiegato l'Assemblea Nobel dell'Istituto Karolinska - il processo autofagico è implicato in varie affezioni, come il cancro e alcune malattie neurologiche".

La conoscenza del fenomeno è rimasta piuttosto limitata fino ai lavori di Yoshinori Ohsumi che, all'inizio degli anni Novanta, ha condotto alcuni esperimenti partendo da cellule di lievito, identificando i geni dell'autofagia. Ohsumi ha poi messo in evidenza i meccanismi sottostanti e dimostrato che gli stessi meccanismi sono in funzione nel corpo umano.

(Immagini Afp)