Bagdad (askanews) - Le forze armate irachene stanno convergendo su Falluja, località una sessantina di km a ovest di Bagdad nella provincia di al Anbar, nell'ambito dell'offensiva decisa per riprendere le città dalle mani dei miliziani dell'Isis, presenti in Iraq, Siria, Libia e attivi con nuclei terroristici in numerosi altri paesi della regione.

La battaglia di Falluja si annuncia molto difficile e sanguinosa qualora i guerriglieri di al Baghadi decidessero, contro ogni logica d'insurgency, di trincerarsi nella città e di combattere casa per casa.

La decisione di lanciare l'ennesima madre di tutte le battaglia irachene è stata ufficializzata dal premier Haider al-Abadi. "Stiamo per dare inizio alle operazioni militari per liberare Falluja", ha dichiarato il primo ministro che si trova al quartier generale militare. "La bandiera irachena tornerà presto a sventolare su tutto il territorio di Falluja".

"Per Falluja è giunta l'ora della liberazione, la vittoria decisiva è più vicina. L'unica speranza per il Daesh è ormai la fuga. Il piano è stato elaborato oltre due mesi fa e doveva scattare prima. Purtroppo problemi politici e di sicurezza che si sono verificati a Bagdad hanno rallentato le operazioni", ha spiegato al-Abadi.

Le forze governative, appoggiate dalle milizie sciite Hashd al Shaabi, hanno già liberato due distretti nella periferia nord-orientale di Falluja e i militari hanno consigliato chi non riuscirà a fuggire per tempo dalla città a esporre una bandiera bianca sulla propria casa per evitare di finire nel fuoco incrociato.

L'esercito iracheno, accompagnando il dispiegamento con la copertura dei raid aerei della coalizione internazionali guidata dagli Stati Uniti, sta concentrando ormai da diversi giorni le sue truppe nei dintorni di Falluja, sotto il controllo dell'Isis dal gennaio 2014. Nel giugno dello stesso anno, le milizie del califfo nero avevano poi lanciato un'inarrestabile offensiva che gli aveva permesso di occupare ampie aree di territorio iracheno a ovest e a nord di Bagdad conquistando anche Ramadi, capitale della provincia di al Anbar, nel 2015.

(Immagini Afp)