Il vertice dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dei Paesi del G7 - assieme ai massimi esponenti di varie organizzazioni finanziarie internazionali - si sta svolgendo in un villaggio termale, Akiu Onsen, vicino a Sendai, capoluogo del Giappone settentrionale che fu colpito dallo tsunami del marzo 2011. Il luogo e' stato scelto per mostrare ai dignitari stranieri l'aspetto turistico di un Giappone che sta vivendo un boom di visitatori esteri e per evidenziare i progressi nella ricostruzione post-tsunami della regione.
Il G7 finanziario - presenti per l'Italia il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco - prepara il summit dei leader G7 che si terra' settimana prossima a Ise-Shima e discute dello stato di salute dell'economia globale e di numerosi e delicati temi collegati, come il contrasto ai flussi finanziari che agevolano il terrorismo e la cybersecurity.
Se pure il ministro delle Finanze giapponese Taro Aso ha definito come segnata da una crescente debolezza l'economia globale, il G7 finanziario non dovrebbe concordare un piano collettivo e coordinato di supporto alla congiuntura: per la Germania non sono necessari aumenti di spesa pubblica che incrementerebbero anche il debito e lo stesso Aso appare sensibile a questa argomentazione, a differenza del premier Shinzo Abe che non ha fatto mistero di ritenere opportuno che il G7 mostri una sua leadership nel supportare l'economia mondiale. Sotto i riflettori c'e' la presidente della Federal Reserve Janet Yellen, dopo il recente rilancio della possibilita' di un ravvicinato rialzo dei tassi americani.
Ieri sera il numero uno della Banca del Giappone e' tornato a sottolineare che la BoJ resta pronta a varare nuovi stimoli monetari se lo riterra' necessario per raggiungere l'obiettivo della stabilita' dei prezzi intorno a un +2% annuo. Ma il ministro delle Finanze Taro Aso ha detto che il rinvio del previsto rialzo dell'Iva non avverra' a meno di eventi paragonabili al crollo della Lehman Brothers. L'apprezzamento dello yen si e' un po' sgonfiato e questo abbatte anche la possibilita' di polemiche esplicite sulle minacce di intervento diretto sui mercati valutari effettuate di recente da Aso, contrariando in particolare gli Stati Uniti.