Roma, (askanews) - L'Italia deve pretendere la "verità" su Giulio Regeni dal governo di Al Sisi e dovrebbe interrompere la "fornitura di software di spionaggio" di cui "forse è stato vittima anche Regeni". E' l'appello lanciato dal blogger e attivista egiziano, Abdelrahman Mansour, tra i fondatori della pagina Facebook "We are all Khaled Said" creata dopo la morte del giovane di Alessandria, torturato e ucciso per mano di due poliziotti, e che divenne un punto di riferimento per le proteste che portarono alla caduta del regime di Mubarak.

"Continuiamo a chiedere verità per Giulio Regeni ma anche per far cadere i regimi dittatoriali nel Medio oriente. Insegnamo ai nostri studenti nelle accademie e nelle università e ai nostri figli di continuare sempre a dire la verità perché la verità è il vero rischio che può distruggere il trono delle dittature" ha detto Mansour.

"Dobbiamo esercitare più pressione per costringere il governo egiziano a presentare i veri responsabili di questo atroce crimine", ha affermato Mansour intervenendo al convegno organizzato a Roma a 40 anni dalla dichiarazione di Algeri -"dobbiamo esercitare più pressione per bloccare la fornitura del governo italiano al regime dittariale egiziano di programmi, software di spionaggio che di solito vengono usati contro i giovani, contro i cittadini e forse anche Giulio Regeni è stato vittima di uno di questi software, di queste intercettazioni".

"Dobbiamo portare una campagna di sensibilizzazione per quanto riguarda l'opinione pubblica, Giulio Regeni non era un politico, non è stato un attivista, era un giovane ricercatore andato lì a fare ricerche" ha proseguito Mansour. Il "vero nemico dei politici europei non sono i profughi ma questi regimi che hanno spinto la gente comune a scappare lontano dalle loro case", ha sottolineato il blogger. "I governi occidentali hanno appoggiato i dittatori mediorientali per molti anni e hanno visto le conseguenze" di queste politiche. "Ora bisogna cambiare queste politiche estere europee". E ancora: "il vero nemico dei politici europei non sono i profughi ma questi regimi che hanno spinto la gente comune a scappare lontano dalle loro case".