– Si e' conclusa con grande successo la tournee del Balletto scaligero a Tokyo: cinque recite del “Don Chischiotte” di Nureyev al Bunka Kaikan di Ueno, seguite alle quindici puntate in Cina a Tianjin, Shanghai e Canton. La trasferta di Tokyo - la quinta per il Corpo di Ballo – ha inteso anche celebrare i 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone ed e' coincisa con la missione promozionale per la citta' di Milano del sindaco Giuseppe Sala.
Alla calata finale del sipario, campeggiava un grande “Sayonara – See you again” tra gli applausi del pubblico.
Del resto, e' dal 1981 che il Giappone e' diventato un grande punto di riferimento per la presenza internazionale della Scala (in totale, 87 rappresentazioni d'Opera, 22 balletti e 21 concerti). Una presenza sempre rinnovata nel tempo grazie all'organizzazione della Japan Performing Arts Foundation, che dovrebbero culminare nel 2020 con una nuova trasferta di massa del Teatro, per contribuire a rendere grande l'anno delle Olimpiadi di Tokyo. Per contro, il Tokyo Ballet dovrebbe tornare a Milano nel 2019 per la settima volta (la prima fu nel 1986, l'ultima nel 2010).Il Don Chisciotte (che sbarco' alla Scala nel 1980 con lo stesso Nureyev accanto a Carla Fracci) ha conquistato il pubblico giapponese con la sua energia e ricchezza coreografica, trasmessa dai giovani talenti del Balletto scaligero e da alcuni guest internazionali (Elisa Badenes, Leonid Sarafanov, Maria Kochetkova, Ivan Vasiliev). Nella penultima rappresentazione, grande successo per il debutto in Giappone nei ruoli principali nel Don Chisciotte per i primi ballerini Claudio Coviello e Nicoletta Manni. Sul podio David Coleman che ha diretto la Tokyo City Philarmonic Orchestra. “Davvero da' emozione il Balletto della Scala – dice Coleman – Si vede che c'e' disciplina ma anche cuore e passione tutta italiana”.