Roma, (askanews) - Dopo il terremoto elettorale in Meclemburgo Pomerania, la cancelliera tedesca ha ammesso - a margine del G20 in Cina - che la responsabilità della perdita di consensi del suo partito nel Land settentrionale tedesco è anche sua; allo stesso tempo ha difeso la sua linea politica sui profughi, sostenendo di voler "risolvere problemi" e "riguadagnare la fiducia degli elettori".

Merkel è tornata a Berlino, dove si vota il 18 settembre: nella Capitale - punzecchia la Bild Zeitung - l'Unione cristiano democratica (Cdu) di Merkel rischia di prendere un'altra batosta elettorale.

Secondo gli ultimi sondaggi, il partito della cancelliera nella città-Stato è dato al 17 per cento, dietro la Spd (24%) e i Verdi (19); anche nella Capitale tedesca - sottolinea il popolare quotidiano - il partito di destra Alternative fuer Deutschland (Afd) potrebbe far incetta di voti.

Nel Land dell'ex Ddr, alle elezioni di domenica l'Afd ha ricevuto quasi il 21%, la Cdu di Merkel il 19%, primo il partito socialdemocratico con il 30,5% dei consensi. La leader del partito populista di destra, Frauke Petry ha sottolineato:

"Per la Cdu deve bruciare in modo particolare, dato che il Meclemburgo Pomerania è la circoscrizione elettorale di Merkel. Faremo il possibile per farle perdere l'intera regione d'origine. Siamo già riusciti a prendere tre poltrone. Essendo un partito giovane è davvero un buon risultato".