Karo (askanews) - Uno strato di cenere fitto e denso ha ricoperto interi villaggi indonesiani, trasformandoli in uno scenario post apocalittico dopo l'eruzione del vulcano Sinabung, nel nord dell'isola di Sumatra.

Le eruzioni sono state così violente che le nubi di cenere e detriti hanno raggiunto villaggi lontani anche 12 chilometri. I testimoni che hanno assistito all'eruzione hanno descritto enormi nubi di gas bollenti e pietre piombare sui campi, il bestiame, le case, bruciandole. Almeno sette persone sono morte, tutti contadini che stavano lavorando nella "zona rossa", alle pendici del monte.

Il Sinabung è tornato in attività nel 2010 dopo 400 anni di silenzio, rimanendo particolarmente attivo in tutti gli anni successivi. Il governo ha ordinato nel 2014 agli agricoltori di allontanarsi dalla zona a ridosso del monte ma molti, stanchi di una vita precaria in rifugi temporanei, hanno deciso di tornare alle loro case e alle loro aziende agricole, spesso unico mezzo di sussistenza per tutta la famiglia.