Parigi (askanews) - Nelle cucine del ristorante francese "L'ami Jean" è in corso la preparazione di una ricetta a quattro mani ad opera dello chef francese Stéèhane Jégo e dello chef siriano Mohammad El Khaldy, un rifugiato arrivato in Francia dopo essere fuggito dalla guerra.

"Ho perso la mia casa, ho perso il mio ristorante. Prima non pensavo di venire in Francia, se non per le vacanze. Non avevo certo bisogno di lavorare, la mia impresa andava bene. Ma con tutto quello che ho passato, tutto è stato distrutto e siamo dovuti venire qui per ricostruire una nuova vita." Mohammad, 36 anni, è fuggito dalla Siria nel 2012 con la moglie e i tre figli, lasciandosi tutto alle spalle. Dopo un lungo viaggio attraverso il Libano e l'Egitto, è arrivato in Francia nel 2015.

Lo status di rifugiato gli ha permesso di provare a ripartire da zero, proprio dai fornelli. I due cuochi partecipano al "Rifugiati food festival", durante il quale 10 ristoranti parigini aprono la porta delle loro cucine a degli chef di origine siriana, irachena, iraniana, ivoriana, tutti rifugiati. Un modo per guardare da una prospettiva diversa la crisi dei migranti.

"L'idea è avere uno scambio positivo, un sguardo positivo su avvenimenti drammatici attraverso la cucina, la gastronomia - dice lo chef Jégo - è qualcosa che parla e tocca tutti, è universale".