Roma, (askanews) - Mentre la polizia continua le operazioni di sgombero del grande campo profughi di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, da cui sono stati già allontanati migliaia di migranti per essere smistati in altre strutture, un piccolo gruppo di siriani si è messo in viaggio da solo, a piedi, lungo la strada percorsa dalle auto, in cerca di un altro luogo dove stare.

Tra loro ci sono anche bambini che spingono, così come i genitori, passeggini e carriole carichi di borse e vestiti, i pochi averi che si sono portati dietro nel loro lungo viaggio. Sono pessimisti e sfiduciati sul loro futuro e sulle politiche di accoglienza dell'Europa. "Il programma di rilocazione è solo una bugia - dice questa insegnante fuggita dalla Siria - sono tre mesi che cerco di chiamare su Skype per registrarmi e nessuno mi risponde. E' tutto falso, io credo che resteremo per sempre in Grecia".

Non ci sono alternative per proseguire il viaggio.

"Le vie illegali sono troppo care - spiega - non ho abbastanza soldi, sono convinta che resteremo in Grecia per sempre".