Milano (askanews) - È l'altra faccia dell'orrore quotidiano con il quale abbiamo imparato a convivere. I media di tutto il mondo traboccano d'indignazione spettacolar-digitale sulle vittime giovani e giovanissime delle follie dei tempi ultimi: bambini-soldato, bambini feriti dai bombardamenti, bambini vittime di abusi e violenze, bambini vittime di espianti, bambini vittime di fame, miseria o pestilenze.

Ora l'attualità vuole farci sapere che esiste anche l'altra faccia dell'orrore. È di pochi giorni fa la notizia che il responsabile dell'attentato suicida durante una festa di nozze a Gaziantep, nel sud-est della Turchia, vicino al confine siriano, che ha provocato 51 morti e un centinaio di feriti, è un ragazzino tra i 12 e i 14 anni. Che si è fatto esplodere o è stato fatto esplodere con la sua cintura esplosiva da un comando a distanza.

E' notizia di oggi che un altro sventurato ragazzino di 12-13 anni è stato arrestato la scorsa notte a Kirkuk, nel nord dell'Iraq, fermato dalle forze di sicurezza prima che commettesse un attentato suicida. È quanto riporta il sito curdo Rudaw, fonte primaria di notizie indipendenti dal Kurdistan, precisando che l'arresto è stato eseguito dopo due attacchi suicidi messi a segno nella città curda.

Il video postato sul sito di Rudaw mostra il ragazzino con una maglia di Lionel Messi, superstar argentina del Barcellona, strappata per mettere in mostra la micidiale cintura esplosiva indossata dall'aspirante terrorista suicida minorenne.

Niente di nuovo in realtà. L'Isis e Boko Haram aveva già mostrato immagini di giovanissimi intenti a giustiziare prigionieri o far saltare in aria mercati pieni di gente. Un gorgo infernale che sembra inarrestabile e a cui per espiare le proprie colpe non basterà la biblica macina da mulino al collo promessa a chi scandalizza i piccoli.

Nel frattempo, in Siria, in Iraq, in Nigeria e nel resto del mondo piccoli terroristi crescono. All'ombra di padri malvagi dai molti volti.

(Immagini Afp)