Roma, (askanews) - Gli ultimi discendenti dei feroci dinosauri, i coccodrilli, sono ben noti per essere fra i predatori più pericolosi del pianeta Terra: eppure a Bazoulé, in Burkina Faso, da generazioni gli abitanti vivono con questi pericolosi rettili carnivori in uno stato di quasi-simbiosi.

"Ci siamo abituati ai coccodrilli quando eravamo piccoli, a nuotare nell'acqua insieme a loro e adesso ci possiamo sempre avvicinare, toccarli, sederci su di loro, fotografarli. Se avete il coraggio potete perfino sdraiarvici sopra, non ci sono problemi, non fanno male a nessuno".

La leggenda vuole che i coccodrilli abbiano guidato degli indigeni assetati verso una fonte d'acqua cinque secoli fa: da allora sono venerati come sacri, nutriti a suon di polli e gli abitanti sostengono che non ci siano mai state aggressioni.

"Possiamo dire che siano il nostro totem. Di fatto i coccodrilli sono rappresentati come l'anima dei nostri antenati. In questo caso quando muoiono li seppelliamo e facciamo anche dei funerali".

Questi rettili stranamente pacifici sono diventati un'attrazione turistica, e chi ha provato conferma che è andato tutto bene:

"È stato divertente a vedersi da lontano ma quando mi ci sono seduto sopra bè, allora è stato un po' più impressionante! Certo è stato fantastico, va fatto almeno una volta ma...ora che è tutto finito mi piace guardarli da lontano..."

Ma l'equilibrio "magico" di Bazoulé oggi subisce minacce su più fronti. Da un lato gli attacchi dei gruppi islamisti hanno fatto sì che i turisti siano calati di oltre il 50% nell'ultimo anno. E sul fronte del clima, il riscaldamento globale sta rendendo le piogge sempre più rare col pericolo che la regione diventi troppo arida per gli animali sacri. Forse non è lontano il tempo in cui i coccodrilli di Bazoulé dovranno di nuovo guidare gli uomini alla ricerca dell'acqua.