Roma, (askanews) - Eccola di nuovo in campagna elettorale. E' apparsa in forma e sorridente Hillary Clinton dopo il malore avvertito durante le commemorazioni dell'11 settembre e il riposo forzato per la polmonite che le era stata diagnosticata due giorni prima. I sondaggi danno un testa a testa con Trump, ma lei è determinata.

Nel suo atteso ritorno in campo ha parlato a Greensboro, in North Carolina, ribadendo di essere in gran forma, felice di tornare in pista, ed è arrivata sulle note di "I feel good". Ha ribadito di essersi candidata per i giovani che sognano di cambiare in meglio il mondo. E sulla polmonite ha detto: "Alla fine ho capito che avere qualche giorno per me è stato un regalo. Ho parlato con vecchi amici, ho passato del tempo con i miei cani, e ho pensato molto".

Ed è di nuovo pronta a combattere: "Sono qui per tutti quelli che lottano per le loro famiglie, per tutti quelli che hanno sofferto e sono in difficoltà, ma vogliono rialzarsi".

Poi, da Washington, ha parlato dell'avversario Donald Trump. E' riemersa in questi giorni la polemica sul luogo di nascita del presidente Barack Obama. Tempo fa il miliardario candidato repubblicano aveva spinto il presidente a tirare fuori il suo certificato di nascita, sostenendo che non fosse nato alle Hawaii, e non fosse americano. "Lo ha fatto ancora - ha detto Hillary - ha chiesto una volta ancora del luogo di nascita del presidente Obama. Non vuole ancora credere che sia nato alle Hawaii, in America. Quest'uomo vuole essere il prossimo presidente. Quando la smetterà con queste bruttezze e con questi fanatismi"?

Poi, dal team dell'avversario è arrivata l'ammessione: Obama è nato negli Stati Uniti, un comunicato per porre fine al nuovo polverone dopo che Trump si era rifiutato di rispondere all'esplicita domanda posta da un giornalista del Washington Post.