Istanbul (askanews) - L'esercito turco, di concerto con la coalizione internazionale che combatte le milizie dell'Isis, ha lanciato una massiccia operazione militare nella località siriana di Jarablos, all'interno della provincia di Aleppo, nei pressi della frontiera turca. L'attacco è diretto principalmente contro "l'organizzazione terroristica Daesh", sigla in arabo dello Stato islamico, come si legge in un comunicato ufficiale di Ankara.

Nel quadro dell'operazione denominata "Scudo dell'Eufrate", decine di carri armati turchi entrati in territorio siriano hanno colpito le postazioni dei guerriglieri di al Baghdadi . L'offensiva è stata lanciata prima dell'alba con raid di bombardamento di cacciabombardieri F-16 teleguidati da terra grazie a nuclei di operatori delle forze speciali, in precedenza infiltrati dietro le linee nemiche.

Il presidente turco Recep Erdogan ha dichiarato che "Scudo dell'Eufrate" intende a colpire i miliziani dello Stato islamico ma anche i reparti del Partito di unione democratica, i curdi siriani schierati al confine con la Turchia. Erdogan ha reso noto che l'operazione ha per obiettivo la liquidazione dei problemi sorti ormai da tempo lungo il confine turco-siriano. Ma la situazione appare, a dire il meno, molto complessa.

Basti pensare che Ankara, membro della Nato e fedele alleato degli Stati Uniti, almeno sino al recente fallito colpo di Stato, considera gruppi terroristici sia l'Isis sia il Partito di unione democratica curdo mentre Washington arma e sostiene i curdi nella guerra contro lo Stato islamico.

(Immagini Afp)