Roma, (askanews) - La fuga e gli esili di massa da paesi in guerra o in cui lo Stato ha fallito hanno raggiunto dimensioni record negli ultimi anni, ma non è vero che questo fenomeno drammatico pesa soprattutto sui paesi più ricchi: lo ha spiegato l'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati Filippo Grandi, parlando in occasione della Giornata Mondiale dei Rifugiati.

"Nove rifugiati e sfollati su 10 lo sono in paesi poveri o a reddito medio, il che significa che i paesi ricchi ospitano solo il 10% di questa popolazione", ha detto Grandi parlando dall'Afghanistan, secondo paese nel mondo per provenienza dei profughi dopo la Siria.

Nonostante questo, ha insistito l'Alto commissario Onu, "invece di una ripartizione degli oneri, vediamo la chiusura delle frontiere; invece di volontà politica c'è paralisi politica. E le organizzazioni umanitarie come la mia sono lasciate ad affrontarne le conseguenze, mentre allo stesso tempo lottano per salvare vite con budget limitati".

Le cifre esposte da Grandi sono enormi: "Una persona ogni 113 viene in un modo o nell'altro sradicata, questo significa che nel mondo l'anno scorso ogni minuto 24 persone sono state costrette a scegliere l'esilio dalla loro terra".

Per questo l'Alto commissario ha lanciato un appello per la riunione di alto livello sui rifugiati che si terrà in occasione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite: "Metterà tutti noi alla prova: i governi saranno all'altezza della situazione, prenderanno nuovi impegni per condividere le responsabilità sui rifugiati in uno spirito di solidarietà globale, in linea con i principi del diritto internazionale?".