Tripoli (askanews) - No alla chiusura dei porti, sì a una redistribuzione più equilibrata dei migranti. Alla vigilia della Giornata internazionale del rifugiato, indetta dalle Nazioni Unite, che si celebra oggi il capo del Unhcr, Filippo Grandi, è tornato sulla questione della crisi dei migranti. "E' chiaro che, aldilà di qualsiasi discussione politica, chi è in difficoltà in mare deve essere salvato", ha detto Grandi da Tripoli.

"Inoltre, non credo che chiudere i porti - come ha fatto l'Italia - sia la risposta giusta. Credo anche che l'Italia abbia ragione a dire che ha accolto la maggior parte dei migranti che hanno attrraversato il Mediterraneo e chiedere una distribuzione più equilibrata".

L'Alto Commissario dell'Unhcr si è recato in Libia per accompagnare un centinaio di persone detenute nel paese verso il Niger. Da qui i rifugiati, per la maggior parte donne e bambini eritrei, saranno accolti da alcuni paesi grazie a un recente accordo internazionale per tutelare i rifugiati più vulnerabili. Attualmente ci sono circa 6500 migranti nei centri di detenzione della Libia.