Scolari che fanno il segno di vittoria in aula verso i ritratti idillici del “Grande Leader” e Presidente eterno Kim Il Sung e del “Caro leader” Kim Jong-Il. Non succede solo in Corea del Nord, ma anche in Giappone, in una della sessantina di istituti scolastici giapponesi promossi da coreani che sono in favore del Nord: nonostante tensioni e sanzioni, sembra che ancora ricevano finanziamenti da Pyongyang, mentre quelli che ottenevano dalle autorita' giapponesi sono per lo piu' sospesi. Sono oltre mezzo milione i coreani in Giappone: non pochi mandano i figli in queste scuole autogestite che esaltano l'identità nazionale e supportano a distanza il regime di Kim Jong Un, dipinto in termini positivi. Molti coreani non vogliono rinunciare alla loro identita' e quasi sempre, in questo caso, l'unica scelta e' quella di scuole per i figli orientate in favore di Pyongyang, quasi sempre affiliate alla Chongryon (l'associazione generale dei residenti coreani pro-Nord). Tra ricerca di identità nazionale e propaganda, si percepisce un sottofondo di tensioni. Ma per fortuna c'e' il calcio. Si parla di venti di guerra, ma in deroga alle sanzioni, la nazionale nordcoreana e' venuta a giocare in un torneo quadrangolare a Tokyo (con Cina e Corea del Sud), supportata da molti coreani residenti in Giappone. In una festa dello sport senza animosità
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