Nei comizi della dinamica governatrice di Tokyo Yuriko Koike – che ha lanciato il nuovo schieramento nazionale “Partito della Speranza” per sfidare il premier Shinzo Abe alle elezioni anticipate del 22 ottobre – il verde è il colore dominante, a sottolineare l'impegno verso l'ecologia. Koike utilizza molti anglicismi, attacca Abe per la sua politica favorevole al nucleare, nega che l'Abenomics sia un grande successo (in quanto i cittadini non percepirebbero grandi miglioramenti) e si oppone al previsto rialzo dell'8 al 10% dell'imposta sui consumi. Proclama anche una priorità per i bambini e la loro educazione, facendo il verso al nome del partito che aveva fondato per vincere le elezioni metropolitane di Tokyo l'anno scorso (“I cittadini First!”), che a sua volta faceva il verso all'”America First!” di Donald Trump. Ma sui temi della sicurezza e sull'orientamento a introdurre le prime modifiche alla Costituzione non si discosta molto da Abe. Alcuni analisti ritengono che il suo “riformismo conservatore” manchi di coerenza, sommando temi tipici della destra ad altri caratteristici delle sinistre (come la proposta di un reddito di base). Un errore politico è stato il non scendere in lizza per un seggio alla Camera Bassa, il che significa che Koike ha rinviato l'ambizione a diventare la prima premier donna del Giappone. Così il suo partito sta perdendo lo slancio iniziale: nei sondaggi il partito di Abe è favorito. Secondo il commentatore politico tv Soichiro Tahara, il vero motivo per cui Abe ha convocato elezioni anticipate è la possibilità di un attacco americano alla Corea del Nord dall'inizio dell'anno prossimo: il prossimo potrebbe essere un “Gabinetto di guerra”
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