Le magliette sono state regalate dal'Inter alcuni anni fa. Sul retro ora portano la dicitura “FCCJ Spirit”. FCCJ sta per Foreign Correspondents' Club of Japan: una squadra di giornalisti stranieri in Giappone scende in campo per sfidare un team di membri del Parlamento nipponico allo stadio Ajinomoto, nella periferia nord di Tokyo. La sfida calcistica tra corrispondenti esteri e politici giapponesi riprende, dopo alcuni anni di interruzione, in un momento molto delicato dei rapporti tra stampa e potere nel Sol Levante. E finisce 4 a 1 per la stampa, mentre nella realtà i politici si stanno prendendo una ampia rivincita.
Non a caso “significativi segnali preoccupanti” per la libertà di stampa in Giappone emergono dal rapporto presentato di recente da David Kaye, special rapporteur delle Nazioni Unite per la promozione e protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione. Dura la reazione del governo Abe, anche in seguito alla lettera inviata il 18 maggio scorso al premier da Joseph Cannataci, UN special rapporteur sulla privacy, secondo cui la nuovissima legge anti-cospirazioni potrebbe restringere non solo il diritto alla privacy attraverso una estensione eccessiva dei poteri di monitoraggio sui cittadini, ma la stessa liberta' di espressione. Il Governo Abe ha promosso la legge come un passo necessario contro il pericolo del terrorismo in vista delle Olimpiadi 2020 e persino come applicazione della Convezione Onu contro il crimine organizzato transnazionale.
L'ultimo World Press Freedom Index rilasciato da Reporter Senza Frontiere conferma il Giappone al 72esimo posto, ultimo tra i Paesi del G7 visto che l'Italia e' salita alla posizione numero 52 dalla precedente numero 77. Leggi l’articolo