Berlino, (askanews) - Angela Merkel è costretta a confrontarsi con la sua più grave crisi politica dopo il fallimento dei negoziati per la formazione di un nuovo governo in Germania. È principalmente sulla questione dei migranti che le trattative, durate oltre un mese, tra i conservatori della Cdu, il partito gemello bavarese Csu, i liberali di Fdp e i Verdi si sono arenate. La Csu chiedeva un tetto massimo di 200.000 profughi e insieme a Fdp il prolugamento dello stop dei ricongiungimenti familiari per i migranti oltre il marzo 2018; i Verdi erano contrari alle limitazioni.

Sono stati i liberali a gettare la spugna, valutando le proprie posizioni troppo distanti da quelle degli altri potenziali partner. "È preferibile non governare che governare male", ha dichiarato alla stampa nella notte di domenica a Berlino il leader della Fdp, Christian Lindner, prima di lasciare la sala dei colloqui.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato alla televisione di essere pronta a candidarsi di nuovo in caso di elezioni anticipate nel Paese, nononostante il fallimento dei negoziati per la formazione di un nuovo esecutivo.

La leader conservatrice ha detto di essere "molto scettica" quanto alla formazione di un governo minoritario, altra opzione possibile per lei per restare al potere. Le elezioni anticipate, probabilmente non prima di febbraio, sarebbero "una alternativa preferibile", ha dichiarato all'emittente Ard. Ma il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier ha chiesto ai partiti di trovare un compromesso per evitare di tornare alle urne.