Milano (askanews) - Giornata di saluti, bagagli e commozione in questa casa di un quartiere a nord di Londra. Il tempo di caricare gli ultimi scatoloni sul camion e poi si parte, direzione Svizzera, non per vacanza ma per sempre: la famiglia di Babetti Azzone è una delle tante che ha deciso di lasciare il Regno Unito in vista della Brexit.

"Ero venuta qui per amore e non per amore di una persona ma per amore un'idea di libertà, di integrazione, di compassione. E dopo Brexit sento che questo rapporto non funziona più", dice la donna, raccontando di quanto è cambiata l'atmosfera dal voto in poi, di qualche amico vittima di discriminazione razziali. Eppure andarsene non è una scelta facile. "Ho vissuto qui per 15 anni, ho incontrato mio marito, abbiamo avuito due bellissimi bambini, loro sono britannici. Mi occupo di interior design, ho dato il via a un'impresa di successo e ora devo chiudere tutto".

Una storia non isolata: dall'inizio dell'anno fino a marzo 2017 il numero dei cittadini europei tornati a vivere nel loro paese natale è raddoppiato rispetto allo stesso periodo pre referendum Brexit. Numeri con cui qualcuno ha deciso di fare un business.

Come Marcin Czyza e ha fondato "Expat Exit" un sito che aiuta i cittadini europei a lasciare il regno Unito e a trovare un lavoro adeguato nel loro Paese d'origine. "Qualsiasi genere di turbolenza politica, fa arrivare più persone nel mio database. C'è stato un grande salto quando la premier ha detto che ci sarebbe stata una 'hard brexit'".

Nel complesso resta sempre più alto il numero di persone attirate dal Regno Unito, convinte che resterà invitante per i lavoratori. Ma non tutti sono disposti ad aspettare e a scommettere su un futuro ancora incerto.