Rouen (askanews) - Oltre 2mila persone hanno preso parte, nell'antica cattedrale di Rouen, nel Nord della Francia, alle esequie di padre Jacques Hamel, il sacerdote 85enne ucciso da due jihadisti 19enni, il 26 luglio 2016 in un attentato a Saint-Etienne-du-Rouvray, avvenuto neanche due settimane dopo il massacro di Nizza, in cui un camion guidato da un islamista è piombato sulla folla sulla Promenade des Anglais, uccidendo 84 persone.

Nel santuario gotico dell'XI secolo una sezione dei banchi era riservata proprio agli abitanti della cittadina in cui è stato compiuto l'omicidio che ha sconvolto la Francia e l'intera Chiesa cattolica.

La bara di Padre Hamel è stata posta di fronte all'altare, coperta di bianco com'è tradizione nei funerali dei religiosi. A officiare le esequie l'arcivescovo Dominique Lebrun, con l'arcivescovo di Marsiglia Georges Pontier, che guida la chiesa francese. La delegazione dei politici era guidata, invece, dal ministro

degli Interni, Bernard Cazeneuve. Segreto il luogo di sepoltura del religioso.

"La morte di padre Hamel è simile a quella di Cristo, condannato ingiustamente e mandato a morire" ha detto la diocesi di Rouen.

Domenica 1 agosto, come tutte le chiese francesi, anche la cattedrale di Rouen ha aperto le sue porte ai musulmani che hanno dimostrato la loro solidarietà ai cattolici e tributato un omaggio a padre Hamel, denunciando il radicalismo islamico.

(Immagini Afp)