Parigi (askanews) - In Francia si allarga l'affaire Benalla, il caso del gorilla picchiatore, braccio destro di Macron, licenziato dopo aver malmenato un manifestante il primo maggio 2018. Macron - secondo un portavoce del governo - è "estremamente determinato che la verità possa essere stabilita".

Alexandre Benalla è stato arrestato ed è accusato di violenza e porto illegale di contrassegni delle forze dell'ordine; era tra di loro come "osservatore", eppure era munito di casco e pettorina da poliziotto. Nei guai anche 3 alti graduati che gli avrebbero passato il file con le immagini delle violenze.

Il Capo dello Stato francese - che intanto ha ridotto le apparizioni pubbliche - secondo fonti dell'Eliseo ha dichiarato che "per casi del genere non può esserci impunità".

Intanto, il ministro dell'Interno, Gérard Collomb si è difeso in Parlamento negando ogni responsabilità personale. Invitato da più parti a dimettersi, il ministro ha sostenuto di avere appreso del video dal suo gabinetto il 2 maggio e che comunque non spettava a lui denunciare alla giustizia gli atti violenti di Benalla.

"Mi hanno detto - ha spiegato - che avevano già informato il prefetto e fornito tutte le informazioni del caso all'ufficio del presidente della Repubblica che è la procedura corretta dal momento che spetta all'autorità gerarchica assumersi tutte le responsabilità sul piano amministrativo e giudiziario".

Il prefetto della polizia di Parigi, Michel Delpuech, dal canto suo, ha confermato di essere stato messo al corrente delle violenze di Benalla il 2 maggio 2018 e che le autorità gerarchiche, da cui l'uomo dipendeva, erano già state informate dell'accaduto.

"Questa faccenda - ha detto - ovviamente non è senza conseguenze per la prefettura della polizia. Fondamentalmente è il risultato di derive individuali inaccettabili, condannabili, sullo sfondo di clientelismi malsani".

L'entourage presidenziale ha rotto per la prima volta, nella serata del 22 luglio, il silenzio sul caso, che sta sfociando nella più grave crisi politica dall'arrivo di Macron all'Eliseo, e ha fatto sapere che per il Capo dello Stato i fatti contestati al suo ex collaboratore sono "inaccettabili".