Roma, (askanews) - Un incendio doloso, proprio nella moschea frequentata da Omar Mateen, l'americano di origine afgana abbattuto dalla polizia il 12 giugno dopo che aveva compiuto una strage nel nightclub gay "Pulse" di Orlando, in Florida, uccidendo 49 persone e ferendone altre 53.

La polizia non si è sbilanciata sul movente del rogo, anche se ha affermato che le indagini prenderanno in considerazione anche la pista del "hate crime", il "crimine d'odio", in questo caso verso la comunità islamica.

L'incendio, data anche l'ora, non ha provocato vittime, ma la comunità islamica locale è sotto shock. Omar Saleh, avvocato, ha spiegato:

"A coloro che credono che l'Islam diffonda odio, crediamo che questo dimostra una mancanza di istruzione. Eccoci qua, è il 12 settembre, 15 anni dopo l'11 settembre 2001 e la maggioranza degli americani non sanno cosa sia un musulmano. Se chiedete all'americano medio o anche ai vostri candidati alla presidenza 'Quali sono i cinque pilastri dell'Islam?', probabilmente non lo sanno".

Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo che poco prima della mezzanotte si è avvicinato in moto al centro islamico, appiccando fuoco con della carta e una bottiglia. Secondo l'ufficio dello sceriffo della Contea di St Lucie, si tratterebbe di un maschio, bianco o ispanico.