Roma, (askanews) - Uno spazio prezioso nel cuore di Trastevere in cui arte e artigianato dialogano e si fondono, un "open art space" dedicato alle artiste, adiacente alla Casa Internazionale delle donne. Questa è Esthia, nata grazie alla passione di due donne, una di Amburgo e l'altra di San Paolo del Brasile, che da oltre 10 anni portano avanti un progetto che aiuta il rione romano a ritrovare un'identità sempre più minacciata.

Spiega Christina Heger, maestra falegnama e fondatrice del progetto Esthia, che vive a Trastevere da 30 anni: "Chi ha visto la trasformazione di un quartiere pieno di artigianato di alta qualità, di studi d'artista, di una vita ancora in comunicazione con il territorio, in un luogo di facile consumo, di turismo mordi e fuggi, di negozietti di souvenir senza carattere. Ci sentiamo un po' come gli ultimi Mohicani: abbiamo la possibilità di utilizzare questo spazio per rappresentare tutte le espressioni, sia nell'artigianato che nell'arte contemporanea".

L'artista brasiliana Patricia Carmo Baltazar ora co-gestisce il progetto insieme a Heger, curandone anche l'aspetto della grafica e della comunicazione: "Abbiamo fuso questa idea, lei con l'artigianato tipico tedesco e io con una formazione come artista che è capitato che fosse anch'essa tedesca, abbiamo cominciato a fare delle mostre e abbiamo visto che lo spazio si prestava molto bene".

Così bene che Esthia ha intrapreso collaborazioni con realtà internazionali come l'Università di Amburgo (Fiu), la Spinnerei di Lipsia, l'Accademia di Romania e il Museo di Arte Contemporanea di San Paolo, la cui vicedirettrice Katia Canton ha esposto una sua mostra nello spazio trasteverino.

In alcuni casi, come quello della mosaicista americana Megan Mahan, a Roma da oltre 15 anni, arte e artigianato si fondono completamente, con l'antica tecnica del micromosaico che viene applicata alla produzione di gioielli raffinati e originali. Artiste italiane e di molti paesi del mondo hanno esposto in questo spazio libero, che nelle intenzioni di chi lo gestisce deve essere accessibile a chi non ha grandi risorse economiche.

Esthia è aperta alle modalità più varie di espressione artistica e di esposizione: dalla residenza d'artista al pop-up show e all'open studio, fino a iniziative che mirano specificamente a valorizzare il quartiere. E' il caso di "Un Atelier in prestito per un Lavoro in corso" in cui lo spazio viene offerto per una serata come vetrina per le artiste locali: fra queste la cilena-italiana Maya Kockocinsky-Molero, l'americana Marlene McLoughlin, la spagnola Amaya Valcarcel e la franco-italiana Julie Polidoro.