Roma, (askanews) - Impronte di homo erectus di quasi un milione di anni fa, forse le uniche certamente attribuibili a questo nostro remoto progenitore. La missione eritreo-italiana guidata dal professor Alfredo Coppa dell'Università La Sapienza di Roma è recentemente tornata dal deserto della Dancalia con questo 'bottino'.

In studio, Coppa spiega ad Askanews: "a dicembre abbiamo scoperto tracce fossili di piedi umani. Si tratta di impronte che risalgono a 800.000 anni fa, tardivi reperti quindi di homo erectus. Che si tratti di impronte di piedi è particolarmente interessante. Quelle che abbiamo scoperto potrebbero essere le uniche impronte sicure di homo erectus. Analoghi ritrovamenti in altri luoghi sono stati effettuati in habitat in cui oltre all'homo erectus convivevano altri ominidi. In dancalia, al tempo, viveva invece esclusivamente l'homo erectus".

Coppa si sofferma anche sulla peculiarità del tipo di reperto. A differenza di altri resti - ossa, teschi, denti - l'impronta sul terreno consentirà, spiega, di capire meglio "il funzionamento di questo nostro progenitore, a partire dal movimento, la velocità, il peso". Altro aspetto decisivo della Eritrean-Italian Dankail expedition la collaborazione con il governo di Asmara. "Il governo eritreo ci supporta soprattutto sulle parti logistiche; in questo ci è di grande aiuto. Noi lavoriamo nel deserto, in uno dei posti senz'altro più caldi al mondo. Siamo lontani dai centri abitati, non c'è acqua, e l'aiuto del governo è fondamentale".

In conclusione Coppa spiega che la missione archeologica e antropologica è stata possibile esclusivamente grazie ai fondi della Sapienza e soprattutto grazie al contributo delle aziende italiane che operano nel paese del Corno d'Africa.