Dubai (askanews) - È stato chiuso per alcune ore l'aeroporto internazionale di Dubai, negli Emirati arabi uniti, dopo l'incidente accaduto mercoledì 3 agosto 2016, alle 12.45 locali, quando un Boeing 777-300 della compagnia aerea Emirates è stato letteralmente distrutto dalle fiamme per un problema a un carrello in fase d'atterraggio, le cui cause sono ancora in via d'accertamento.

Nessuna conseguenza, in ogni caso, per le 275 persone, tra passeggeri e membri dell'equipaggio, che erano a bordo del volo EK521, partito dal Sud dell'India e diretto proprio a Dubai.

"Per fortuna non ci sono stati morti tra i passeggeri e l'equipaggio - ha spiegato lo sceicco Ahmed Bin Saeed Al Maktoum, presidente di Emirates - la nostra priorità, ora, è la cura e il benessere dei passeggeri e dell'equipaggio e rispondere alle domande delle loro famiglie. Abbiamo prontamente attivato il nostro gruppo d'intervento umanitario per fornire supporto e cure alle persone colpite e data la nostra piena collaborazione alle autorità e ai servizi d'emergenza che indagano sull'accaduto".

Secondo fonti locali, la gamba destra del carrello del velivolo è collassata dopo il contatto con la pista; l'aereo ha continuato la sua corsa inclinandosi e strisciando sulla gondola del motore destro che ha ceduto e ha preso fuoco. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta.

Due ore dopo "l'incidente", l'incendio era stato domato e la situazione era tornata sotto controllo.

Per la compagnia Emirates, considerata una tra le migliori al mondo, si tratta del secondo incidente in 24 ore. Solo martedì 2 agosto, infatti, un altro Boeing 777-300 in volo verso le Maldive aveva dovuto compiere un atterraggio d'emergenza a Mumbai per un "problema tecnico".