Roma, (askanews) - É diventato virale sul web il video pubblicato su Facebook da Scott-Dani Pappalardo, un uomo di New York che fa a pezzi il suo fucile con una motosega dopo aver rivolto a tutti un messaggio: "Ho preso una decisione, voglio essere certo che la mia arma non sarà mai in grado di uccidere una vita".

Lui, da appassionato di tiro al bersaglio, dopo l'ennesima strage, quella di Parkland, in Florida, si è pentito. E il suo pentimento sta facendo il giro del mondo sui social network, con milioni di visualizzazioni e l'hashtag #Onelessgun, un'arma di meno, ormai diventato parte di una vera e propria campagna contro l'uso e il possesso di armi.

Dopo di lui, molti altri hanno condiviso video e foto in cui compiono lo stesso gesto e distruggono fucili e pistole. Il dibattito è più acceso che mai negli Stati Uniti.

Intanto Emma Gonzales, studentessa sopravvissuta alla strage di Parkland, è diventata un'icona della lotta anti-armi dopo aver condannato con forza i legami fra il presidente Donald Trump e la potente lobby dei produttori di armi. Gli studenti si stanno mobilitando con sit-in, proteste e stanno organizzando una grande manifestazione a Washington. Il presidente degli Stati Uniti, dal canto suo, si è detto aperto a migliorare il sistema nazionale di controlli su chi intende acquistare un'arma. La base per questo tipo di azione, ha spiegato la portavoce alla Casa Bianca, potrebbe essere una legge bipartisan presentata al Senato.