Parigi (askanews) - "Fumo in cabina", è questa l'ultima novità, confermata dalla Bea, l'agenzia francese d'inchiesta e di analisi per la sicurezza dell'aviazione civile, sul disastro aereo che ha coinvolto l'Airbus A320 dell'EgyptAir, precipitato nel Mar Mediterraneo la notte tra il 18 e il 19 maggio 2016, mentre era in volo da Parigi al Cairo con 66 persone a bordo.

I sistemi automatici di comunicazione presenti sull'aereo avrebbero rilevato problemi al sistema di controllo di volo e denunciato presenza di fumo nei pressi della toilette, vicino alla cabina di pilotaggio, con l'attivazione degli allarmi nella parte anteriore dell'apparecchio, dove si trovano i sistemi

elettronici vitali.

La Bea - come dicevamo - ha confermato gli allarmi sul volo MS804, sostenendo che ci sono stati messaggi automatici Acars inviati dal velivolo sulla presenza di fumo nella cabina, poco prima che s'interrompesse la trasmissione dei dati.

Tuttavia, ha precisato l'agenzia, è prematuro fornire interpretazioni a riguardo ed è essenziale, per comprendere le cause dello schianto, ritrovare le scatole nere.

Intanto sono stati ritrovati i primi resti del velivolo. Tra i 66 passeggeri,

30 erano cittadini egiziani e 15 francesi.

(Immagini Afp)