Roma, (askanews) - Da oltre 12 anni Santosh Singh, 65 anni, prova a dimostrare di essere ancora vivo. Sembra un paradosso, ma in India non lo è più di tanto. Ci sono decine di persone in alcuni stati del Paese, dichiarate defunte dalle famiglie, nei registri ufficiali, ma in realtà ancora vive e vegete.

All'origine dei dissapori familiari, in questo caso, le nozze con una donna "intoccabile", ovvero fuori casta. "Quando sono tornato al mio villaggio dopo essermi sposato, i miei cugini e i miei zii mi hanno messo al bando - ha raccontato - hanno detto: sei di una casta superiore, come puoi sposare una donna fuori casta? Devi essere boicottato, sparire. E mi hanno anche picchiato".

Nel 2003, in accordo con le autorità locali lo hanno dichiarato morto. Si sono presi la casa e la sua terra a Varanasi - ha raccontato - e sua moglie, anni dopo, lo ha lasciato approfittando del suo status di "defunto".

"Mi hanno detto: sei morto sui giornali, lo sarai anche nella realtà - racconta ancora - questo è l'Uttar Pradesh. Qui le persone vengono uccise per 7 o 15 dollari".

Da allora ha iniziato a manifestare, anche a Delhi, per dimostrare di essere vivo, è finito anche in prigione. Ma non si rassegna.

"Non ho perso la speranza. La mia protesta va avanti dal 2012 e i media testimoniano che sono qui, vivo, e non sono un fantasma".

(Immagini Afp)