Roma, (askanews) - La sofferenza delle esportazioni italiane in Russia non è legata unicamente alle sanzioni, ma anche alla crisi dell'economia russa, secondo Gregorio De Felice, direttore del Centro studi e ricerche di Intesa San Paolo, che vede, però, prospettive di ripresa.

"L'economia russa soffre di una grave recessione che è legata principalmente al forte ribasso del prezzo del petrolio che a sua volta ha provocato una svalutazione del rublo pesante: era arrivato a 80 rubli contro euro, da 40. Si è quasi svalutato della metà. Per la situazione dell'Italia, noi ne soffriamo non soltanto per quanto riguarda le sanzioni. In campo alimentare la discesa delle esportazioni è di circa 170 miliardi, ma se guardiamo a quello che succede nella meccanica o nella moda il calo è di 1,7 miliardi, un calo molto più forte. Incide quindi molto di più la recessione russa che i fattori di geopolitica in un danno per l'economia italiana".

Il rilancio delle esportazioni italiane in Russia è legato principalmente alla ripresa del prezzo del gas naturale e del petrolio.

"Stiamo già vedendo quest'anno un rimbalzo del prezzo del petrolio verso i 50 dollari, dovrebbe proseguire e permettere alla Russia una capacità di spesa e di importazioni di cui l'Italia si avvantaggerà. Ci sono molte prospettive per il sistema moda che continua ad avere una forte attrattiva per il mercato russo, poi la meccanica per la diversificazione. Forse la novità potrà essere il settore della farmaceutica perché la russia diventerà uno dei Paesi consumatori di prodotti farmaceutici".