Milano (askanews) - Micah Johnson avrebbe fatto tutto da solo; gli altri 3 sospetti sono stati rilasciati. È questo l'ultimo sviluppo delle indagini sulla strage a sfondo razziale di Dallas, negli Stati Uniti, dove sono stati uccisi 5 poliziotti durante una manifestazione afro-americana contro gli abusi delle forze dell'ordine, all'indomani di due nuovi omicidi di afro-americani da parte di agenti di polizia.

"Visti i fatti, riteniamo che Johnson, ora deceduto, era un cecchino solitario", ha spiegato Mike Rawlings, il sindaco di Dallas, anche se, come ha confermato il governatore del Texas, Gregg Abbot, non si tralascia alcuna pista alla ricerca di possibili complici.

Non un commando di 4 persone, dunque, come inizialmente ipotizzato ma un solo killer, Micah Xavier Johnson (eccolo in una immagine tratta dal suo profilo di faceboook), un 25enne di Mesquite, sobborgo di Dallas, riservista ex muratore dell'esercito che era stato anche in Afghanistan ed era ossessionato dal Black power e dal desiderio di rivalsa contro i poliziotti bianchi. Dopo la sparatoria, Johnson si era rintanato in un garage dove è stato ucciso da un ordigno portato dentro da un robot della polizia.

Intanto i cittadini di Dallas si sono radunati nel luogo della strage per rendere omaggio alle vittime cantando canzoni e deponendo fiori su una macchina della polizia.

"Siamo dalla loro parte e li sosteniamo al 100% - dicono queste ragazze - soprattutto la comunità afro-americana e Black lives matter. In particolare gli afro-americani stanno subendo un duro colpo in questo periodo ma vogliamo dire a tutti che presto la tempesta passerà e quel giorno sarà bellissimo. Il cielo si schiarirà e la gente capirà che dobbiamo rimanere tutti uniti. Sarà grandioso".

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha fatto sapere che rientrerà in anticipo dal summit della Nato di Varsavia, in Polonia, accorciando il suo tour europeo che prevede anche una tappa in Spagna, in modo da poter essere a Dallas all'inizio della settimana.

(Immagini Afp)