Dallas (askanews) - "Il sospetto ha confessato che mirava ad uccidere persone bianche, in particolare poliziotti bianchi".

A parlare è il capo della polizia di Dallas, David Brown, commentando in conferenza stampa l'omicidio di 5 poliziotti avvenuto nella città statunitense durante la marcia di protesta contro gli abusi delle forze dell'ordine, all'indomani di due nuovi casi di omicidio di afro-americani commessi da agenti di polizia nel giro di poche ore, in Louisiana e in Minnesota.

Quattro i sospettati della sparatoria; uno di loro, poi ucciso dalla polizia, si era asserragliato in un garage - ha spiegato Brown - e ha detto di "non far parte di alcun gruppo", precisando di essere arrabbiato anche "con Black Lives Matter", l'associazione che si batte per i diritti degli afroamericani.

L'attacco è stato messo a segno dal commando di quattro cecchini, armato di fucili, posizionatosi nei pressi della fine del percorso pianificato dagli organizzatori della protesta.

L'azione ha provocato la morte di 5 poliziotti e il ferimento di sei agenti e una manifestante. Dei quattro sospetti tre, tra cui una donna afroamericana dalla pelle chiara, sono stati arrestati mentre il quarto killer, un 25enne incensurato di nome Micah Johnson, è morto nel garage in cui si era nascosto, in seguito all'esplosione di un ordigno, lanciato dalla polizia che lo aveva assediato.

"È un attacco malvagio, deprecabile e insensato che non ha alcuna giustificazione", ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha parlato dal summit Nato di Varsavia, in Polonia, esprimendo "profonda gratitudine" alla polizia, che ogni giorno - ha aggiunto - fa un "lavoro difficile in maniera encomiabile proteggendo le nostre comunità".

Bisogna "respingere la cultura dell'odio e del disprezzo", è stato invece il commento del premier italiano, Matteo Renzi. "Respingere l'odio, l'insulto e la discriminazione - ha detto - è una sfida che fa tremare i polsi, ma che dà alla politica il significato più profondo della sua vocazione".

(Immagini Afp)