Roma, (askanews) - L'Audiencia Nacional di Madrid ha ordinato la custodia cautelare in carcere senza possibilità di cauzione per Jordi Cuixart e Jordi Sanchez, rispettivamente presidenti di Omnium Cultural e dell'Assemblea Nacional Catalana, due grandi associazioni della società civile pro-indipendenza. Omnium è la più grande associazione culturale della Catalogna: si batte per la difesa e diffusione della lingua e cultura catalane. Per capire cosa sia, riproponiamo l'intervista a Muriel Casals, ex-presidente dell'associazione scomparsa prematuramente nel 2016.

"Un nome con una parola latina, Omnium, perché? Perché l'associazione nasce nel 1961, in piena dittatura franchista, quando era proibito iscrivere denominazioni sociali in catalano. 'Cultural' invece è una parola uguale in catalano e spagnolo. Il nostro obiettivo in quegli anni è recuperare l'uso pubblico del catalano".

"Negli ultimi 15 anni del franchismo la lingua catalana era ancora repressa ed emarginata, ma in Catalogna si sognava già la democrazia e una scuola pubblica in catalano. In clandestinità per sfuggire ai divieti, Omnium ha formato forma un'intera generazione di maestri, dato che era dagli anni '30, dalla Seconda Repubblica spagnola che i docenti non erano più abituati a scrivere e insegnare nella nostra lingua. Ma anche dopo il ritorno della democrazia, quando la scuola in catalano è diventata una realtà, Omnium ha continuato la sua opera, soprattutto fra gli immigrati".

"Il lungo periodo di democrazia ci ha dimostrato che la Spagna è sì un paese democratico, sviluppato, ricco, ma non vuole essere plurale. L'indipendenza è il modo più efficace per difendere la lingua e la cultura catalane".

Uno dei problemi principali è quello legato alla scuola. "Il sistema scolastico catalano garantisce che tutti i bambini siano bilingui in spagnolo e catalano: e funziona, ma è costantemente sotto minaccia da parte delle autorità di Madrid: Madrid insiste per introdurre anche scuole pubbliche dove si insegni soltanto in spagnolo, ma questo finirebbe per creare due comunità linguisticamente separate che si voltano le spalle sullo stesso territorio, mentre finora la scuola è una linea unica in cui i bambini vanno tutti insieme".

Ma perché il catalano? "Intanto perché è la nostra lingua, parlata da sempre in famiglia, e perché è una lingua che ha mantenuto la sua vitalità e il suo livello culturale nonostante tutte le repressioni che ha sofferto, cioè la letteratura catalana è una delle letterature attive e ricche in questo momento nel contesto europeo"

"Ed è una lingua attraente per chi è venuto a vivere fra noi: molti immigrati la parlano e si rendono conto che come lingua dà coesione sociale, fa funzionare l'ascensore sociale, e direi che rende la gente più felice. Ricordo un argentino che era vissuto molti anni a Madrid e poi era venuto a Barcellona e aveva imparato il catalano. Ci disse: 'Io a Madrid ero considerato un 'sudaca', un terrone sudamericano, qui, siccome parlo catalano, sono uno di voi'. Be', la vita è più bella, così".