Bogotà (askanews) - Scoperchiato uno dei pozzi dell'orrore della Colombia. La polizia ha scoperto nel pieno centro di Bogotà, la capitale colombiana, in un quartiere legato al traffico di droga e alla prostituzione, spesso minorile, camere di tortura adibite anche all'esecuzione e al successivo smembramento delle vittime.

Nel corso di un'operazione di tre giorni contro la criminalità organizzata, le forze dell'ordine colombiane hanno identificato tre appartamenti dove si trovavano celle e segrete con fori di pallottole sui muri e tracce evidenti di sangue alle pareti e sui pavimenti.

I metodi di tortura praticati in questo quartiere off limits, soprannominato "El Bronx", erano efferati e demoniaci, hanno spiegato le autorità. Le vittime, gravemente ferite e sanguinanti, venivano date in pasto vive a cani affamati.

"La vita di un essere umano a El Bronx è sempre legata a un filo", spiega un senzatetto del posto. "In qualsiasi momento, per qualsiasi pretesto, si può essere assassinati, pugnalati, gettati ai cani o ai caimani oppure finire in quelle che chiamano le bare di acido".

Il rastrellamento, condotto casa per casa, è stato organizzato a causa del sequestro avvenuto un anno fa di due funzionari del tribunale di Bogotà, successivamente torturati. Sono state arrestate 11 persone e sono stati liberati 200 minori vittime di sfruttamento sessuale insieme a 1.500 senzatetto ridotti in stato di schiavitù.

Questo quartiere degli incubi è in grado di generare dal 2002 un flusso di ricavi, legati alla prostituzione e al traffico di droga e armi, pari a un milione e mezzo di dollari al mese, un vero Eldorado per gli standard colombiani. Una realtà ai limiti del credibile ove si pensi che El Bronx si trova nei pressi del comando dell'esercito e della polizia e della Casa de Nari o, il palazzo presidenziale colombiano.

(Immagini Afp)