Pechino (askanews) - Il Parlamento cinese ha ratificato l'accordo mondiale sul clima concluso il 12 dicembre 2015 al termine della Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici. Un evento epocale dal momento che la Cina è il più grande inquinatore del mondo. La notizia è stata resa nota dall'agenzia di stampa ufficiale Xinhua.

Il principale organo legislativo del regime comunista ha votato così il via libera per lo storico trattato che si prefigge l'obiettivo di contenere il riscaldamento climatico sotto la soglia critica da 2 a 1,5 gradi centigradi in rapporto al livello pre-industriale fatto registrare dalla media del pianeta.

L'accordo di Parigi, adottato a dicembre, è stato sottoscritto da 175 paesi nell'aprile scorso a New York ma ciascun paese deve ratificare il testo secondo le proprie modalità costituzionali perché, come previsto, entri in vigore a partire dal 2020.

AFP ARRIVÉE DE BARACK OBAMA POUR SA DERNIÈRE VISITE EN CHINE 07.21 In questa fase, solo 23 paesi sono passati attraverso questo processo, Stati responsabili solo per una minima parte delle emissioni. Washington dovrebbe seguire a breve l'esempio di Pechino. Il presidente americano Barack Obama è arrivato ad Hangzhou, in Cina, per il vertice del G20 a margine del quale potrebbe annunciare, insieme con il suo omologo Xi Jinping, la ratifica dell'accordo di Parigi del quale è stato uno dei principali artefici.

Con la ratifica di Cina ed eventualmente degli Stati Uniti, una parte formidabile del percorso sarebbe compiuta. Le due principali economie del globo sono infatti congiuntamente responsabili di oltre il 40% delle emissioni del pianeta.

(Immagini Afp)