Kafr Malek, Cisgiordania (askanews) - Sulla rotta delle api per ritrovare una terra e un futuro. A Kafr Malek, su una collina di una Cisgiordania tormentata, un gruppo di donne palestinesi indossa bianche protezioni per dirigersi verso un uliveto disseminato di alveari di cui si prendono cura da quattro anni. Nel territorio palestinese occupato da quasi mezzo secolo da Israele, la raccolta di miele permette un'attività indispensabile per costruire un progetto di vita "normale".

"Siamo sei donne a partecipare a questa iniziativa" spiega Mountaha Bairat, responsabile degli alveari di Kafr Malek. "Una di noi mantiene una famiglia di sette persone, un'altra di nove, un'altra ancora vive da sola. Un'altra ha quattro figli, un'altra ancora otto. Abbiamo tutte situazioni familiari diverse".

Ogni anno, queste gruppo di donne produce 600 chili di miele per un reddito annuale di 1.400 euro, somma importante se si considera che un palestinese su quattro nei Territorio palestinesi è disoccupato, tasso che raggiunge drammaticamente il 40% tra le donne.

Per alcune apicoltrici l'attività si è trasformata in una vera passione: "Questo lavoro mi appassiona" dichiara una di loro. "Dopo i miei figli è ciò che amo di più. A casa curo sempre i nostri alveari e mi occupo della salute delle nostre api".

Il progetto è sostenuto dal Parc, organizzazione che collabora con 103 donne nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Qui la maggior parte dei progetti di sostegno è stata lanciata nella zona "C", il 60% del territorio sotto controllo militare israeliano dagli accordi di Oslo del 1993. In 23 anni, su molti terreni agricoli sono state organizzate colonie israeliane e la percentuale agricola del Pil palestinese è precipitato del 72%.

"Lavoriamo essenzialmente su terreni agricoli all'interno della zona 'C'" sottolinea Nasseh Shaheen, coordinatore del Parc. "Uno degli obiettivi principali del progetto è di aiutare la gente a restare sulle proprie terre, in particolare le donne che vivono nelle zone agricole".

Oltre al miele, le apicoltrici di Cisgiordania offrono anche prodotti a base di pappa reale e di cera tutti usciti dai loro alveari e venduti in Giordania e in Spagna, all'interno dei circuiti del commercio equo e solidale.

(Immagini Afp)