Bruxelles (askanews) - L'Europa si prepara ad affrontare le conseguenze del referendum in Gran Bretagna che ha sancito il suo addio all'Unione europea, compresa l'eventualità di un possibile effetto domino. Gli euroscettici hanno già alzato la voce in più di un Paese, voci isolate, per ora, ma che sono un segnale. Per l'eurodeputato leghista Mario Borghezio, un effetto domino è "molto probabile".

Le critiche di molti ambienti contrari "alla deriva burocratica e centralista di questa Unione europea sono condivisi in molti paesi europei per non parlare del tema diventato chiave di questo dibattito che è l'immigrazione. C'è il timore di porte spalancate con l'ipotesi che fa paura a molti di una entrata della Turchia in Europa".

Non è d'accordo Mercedes Bresso, eurodeputata Pd, secondo cui l'Europa è tutelata contro altri possibili addii. Uno dei rimedi è dimostrare fermezza nei confronti della Gran Bretagna. "Tutti gli altri devono sapere che se vogliono seguirli questo significa uscire completamente, che non esiste la possibilità di un metà e metà, non si può prendere quello che si vuole dall'Unione europea, o si sta o non si sta".

Anche secondo l'eurodeputato Stefano Maullu, Forza Italia, l'Europa saprà gestire i rischi. "Credo si siano tutti attrezzati per attenuare eventi di questo genere dal punto di vista finanziario, è evidente che Londra rappresenta una delle piazze principali dal punto di vista economico in tutto il mondo e penso anche che siccome l'Unione europea non è attrezzata per le uscite i tempi per una procedura di questo genere saranno lunghissimi"

Rassicurazioni che arrivano anche dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker che ha detto "no", la Brexit non è la fine dell'Europa.