Bruxelles, (askanews) - La Brexit procede ma la strada è sempre più in salita. A Bruxelles, il vertice dell'Unione europea ha approvato formalmente l'apertura della fase due dei negoziati, inclusi i futuri rapporti commerciali con Londra.

"E' tempo che l'Unione avvii i preparativi interni e i contatti esploratori con il Regno Unito" ha detto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, ma ha anche avvertito che potrebbe essere "drammaticamente difficile" trovare un accordo finale sulla Brexit entro marzo 2019, data fissata per il divorzio.

Il nuovo round di colloqui per la seconda fase di negoziati inizierà a gennaio e verterà sul periodo transitorio di due anni dopo la Brexit, ma le trattative sui rapporti commerciali tra Regno Unito e Ue non saranno avviate prima di marzo.

Come ha spiegato il primo ministro maltese Joseph Muscat, per l'Ue il primo passo importante è che Londra dica chiaramente cosa vuole. Se questo accadrà nelle prossime settimane, entro marzo avremo anche una chiara posizione europea.

Da Londra, la premier britannica Theresa May si è subito congratulata parlando di "un passo importante". Alla vigilia, a Bruxelles, aveva chiesto ai 27 di varare il prima possibile questi colloqui sul post Brexit. Ma la posizione di May è stata indebolita in patria dall'approvazione di un emendamento che dà al parlamento l'ultima parola sull'accordo con l'Ue.

Il progresso per ora riguarda la chiusura della prima fase dei colloqui, quelli legati strettamente alla separazione. L'Ue aveva chiesto progressi su tre fronti: la sorte dei cittadini espatriati, la frontiera fra l'Irlanda e l'Ulster, e l'accordo finanziario con Londra sui contributi ancora da versare; progressi che Bruxelles ritiene ottenuti con l'accordo preliminare di inizio dicembre.