Bruxelles (askanews) - L'Europa a 27 comincia a delinearsi con la seconda giornata del vertice dell'Unione europea a Bruxelles, orfana del premier britannico dimissionario, David Cameron. La prima riunione informale dei capi di Stato e di governo dei 27, senza il Regno Unito, discuterà del futuro dell'Unione dopo il divorzio da Londra e cercherà di varare una "roadmap" d'iniziative da prendere per rafforzare l'integrazione europea in diversi settori e riconquistare il consenso dei cittadini.

"C'è bisogno di un'Europa più capace di vaolori - ha detto da Bruxelles il premier Matteo Renzi - non soltanto di valori economici e finanziari. Quante volte abbiamo detto: non possiamo discutere sempre di finanza o di banche. Dobbiamo parlare dell'Europa del sociale, del volontariato, degli asili nido, delle scuole, dei luoghi d'incontro, dei musei, dell'innovazione. L'Europa è questo non solo procedure, burocrazia, vincoli e parametri".

Le procedure del divorzio fra il Regno Unito e l'Unione non sono state ancora avviate perché Cameron non ha formalmente notificato l'intenzione di recesso di Londra dall'Unione, un compito che ha lasciato al suo successore. È la notifica che attiva l'articolo 50 del Trattato Ue, dando inizio a negoziati per il recesso che devono comunque concludersi entro 2 anni ma è proprio questo meccanismo a orologeria che i britannici non vogliono affrontare prima che vi sia un nuovo governo con un piano preciso per il futuro del Regno Unito fuori dall'Unione.

La scelta temporeggiatrice, però, è stata criticata da una parte degli altri Stati membri e soprattutto dalla Commissione europea e dall'Europarlamento, per la situazione d'incertezza che crea sui mercati e le sue conseguenze economiche pagate, per colpa dei britannici, da tutta l'Unione; ma alla fine considerata politicamente accettabile, se questo costoso "limbo" non durerà troppo a lungo, ovvero non oltre pochi giorni dopo la nomina del successore di Cameron. Sono in particolare la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker a mostrare il pugno duro, affinché i britannici non perdano tempo.

In altre parole, può essere comprensibile che Cameron, e chi ha lavorato per restare nell'Ue, non avessero un piano preciso per organizzare la Brexit ma è inaccettabile che chi ha fatto campagna per il "Leave" non sappia cosa fare

e chieda altro tempo.

Cameron, infine, ha attribuito all'Ue la colpa della vittoria del "Leave" al referendum, affermando che è stata determinata dall'incapacità dell'Unione a gestire la crisi migratoria. Dura la replica di Juncker: "Se per decenni hai detto ai tuoi cittadini che l'Ue è sbagliata e troppo burocratica, poi non puoi sorprenderti se ti credono".

(Immagini Afp)