Roma, 15 lug. (askanews) - Primo atto della neo premier britannica Theresa May: missione in Scozia, la Scozia che ha votato no al referendum per uscire dall'Unione Europea. May è volata a Edimburgo per difendere l'unità del Regno minacciata dalla premier scozzese, Nicola Sturgeon, che ha ventilato un secondo referendum della Scozia per chiedere l'indipendenza e rientrare nell'Unione Europea.

L'incontro è durato tre quarti d'ora ed è stato definito 'costruttivo'. May ha ribadito la sua intenzione di proseguire i negoziati per la Brexit, ma coinvolgendo la Scozia: "Intendo ottenere le migliori condizioni possibili per l'uscita del Regno Unito dall'Ue. Sono disponibile ad ascoltare tutte le opzioni e l'ho detto chiaramente a Nicola Sturgeon. Anzi: non farò scattare l'articolo 50 per cominciare i negoziati con Bruxelles finché il Regno Unito non avrà un approccio e un obbiettivo comune".

Bisogna vedere cosa Londra promette in concreto a Edimburgo. Da parte sua Sturgeon, che dopo il referendum era volata a Bruxelles per incontrare i vertici europei, quasi a chiedere asilo, si è dimostrata possibilista.

"La questione dell'indipendenza è parte integrante di questo dibattito" dice Sturgeon. "Per forza: è una situazione in cui la Scozia si trova senza colpa. Ma sono stata chiara con la premier come con il popolo scozzese: è mio compito esaminare tutte le opzioni per proteggere gli interessi scozzesi".

Parole di apertura. E intanto nel segno delle donne sull'account Twitter di Sturgeon appare una foto della stretta di mano con May e il tweet: "politica a parte, spero che tutte le ragazzine guardino questa foto e capiscano che nulla è loro precluso".

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