Londra (askanews) - A 24 ore dal referendum sulla Brexit che potrebbe sancire l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, s'infiamma il dibattito tra europeisti ed euroscettici.

Alla vigilia di questa elezione cruciale per il futuro del Paese, ma anche dell'Europa, prosegue il testa a testa, con i sostenitori del "Remain" dati ora in leggerissimo vantaggio (51%) nelle intenzioni di voto.

Di fronte alle telecamere della Bbc si sono scontrati sostenitori dell'una e dell'altra parte, compresi il neo sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, pro-euro e il suo predecessore, Boris Johnson, favorevole alla Brexit. L'obiettivo per entrambe le parti è convincere circa il 10% d'indecisi che potrebbe far pendere la bilancia da una parte o dall'altra.

Khan ha accusato Johnson di "mentire" quando dice che la Turchia potrà aderire all'Ue in un prossimo futuro. Johnson, invece, ha risposto affermando che il campo pro-Ue ha concentrato tutta la sua campagna sulla "paura" delle conseguenze economiche di una Brexit.

"Dicono che non abbiamo altra scelta se non quella di inginocchiarci davanti a Bruxelles. Noi diciamo che sottovalutano miseramente questo Paese", ha replicato l'ex sindaco di Londra, che ha l'ambizione di succedere al primo

ministro David Cameron.

Dal canto suo, Cameron ha sostenuto la causa anti Brexit lanciando un appello alla popolazione inglese.

"Ricordate che la decisione che prenderemo non si potrà annullare - ha detto - se votiamo per andare fuori sarà irreversibile. Lasceremo l'Europa ma le prossime generazioni dovranno convivere con le conseguenze di questa decisione per molto più tempo di noi".

Tanti leader europei, compreso il premier italiano Matteo Renzi, hanno inviato alla popolazione inglese un messaggio per invitarli a rimanere nell'Ue e non "scambiare l'autonomia con l'isolamento".

(Immagini Afp)