Londra (askanews) - La Brexit ha scatenato il caos politico in Gran Bretagna, un paese che si è scoperto con profonde lacerazioni all'interno. David Cameron vuole lasciare al suo successore il compito di negoziare l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue, e non farà scattare l'Articolo 50 dei Trattati europei - che regola l'uscita di un Paese membro - in occasione del prossimo vertice dei Capi di Stato e di governo dell'Unione, in programma martedì a Bruxelles.

In campo Labour è piena tempesta, con le dimissioni di metà gabinetto ombra in vista della resa dei conti, con il leader Jeremy Corbyn, che però ha dichiarato che non si dimetterà malgrado le critiche interne al suo partito per non avere sufficientemente sostenuto la causa del "Remain" al referendum che ha sancito l'uscita del Regno unito dall'Unione europea.

Corbyn ha quindi sfidato coloro che lo contestano annunciando che ristrutturerà il suo governo ombra con una nuova squadra.

"Il premier si è dimesso, Nigel Farage impazza, i mercati sono implosi, la Scozia vuole un nuovo referendum, ci sono 52 accordi commerciali da rinegoziare e.. C'è un uomo favorito per diventare il nuovo primo ministro: benvenuti sull'isola di Boris Johnson", ha riassunto la situazione con lucida preoccupazione in prima pagina The Independent.

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